Tra le FAQ pubblicate dall'Agenzia delle Entrate alla fine del mese di dicembre, è stato chiarito il comportamento del contribuente che debba emettere fattura a fronte di lettera d'intento ricevuta dal proprio cliente.

Nel rispondere l'Agenzia ha ricordato che la fattura emessa nei confronti di un esportatore abituale deve contenere ai fini IVA il numero della lettera d’intento. Tale informazione può essere inserita utilizzando uno dei campi facoltativi relativi ai dati generali della fattura che le specifiche tecniche lasciano a disposizione dei contribuenti, come ad esempio il campo “Causale”, ovvero a livello di singola linea fattura, il blocco “Altri dati gestionali”.

L'Agenzia delle Entrate con la risposta ad interpello n. 7, ha chiarito le modalità operative da utilizzare in caso di richiesta di fattura contestuale all'acquisto presso un esercizio commerciale dotato di registratore di cassa, ribadendo che:

a) avendo la fattura di cui all’articolo 21, comma 1, del decreto IVA funzione sostitutiva dei due documenti fiscali richiamati (scontrino oppure ricevuta fiscale) nei casi in cui ne è prescritta l’emissione, «è escluso il rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale solo nell’ipotesi in cui per la stessa operazione venga rilasciata la fattura ordinaria contestualmente alla consegna del bene o all’ultimazione della prestazione. Ciò nella considerazione che qualora non si desse luogo all’emissione contestuale della fattura, verrebbe meno qualsiasi possibilità di controllo immediato in ordine soprattutto alle operazioni poste in essere dai soggetti di cui all’art. 22 del D.P.R. n. 633/1972»;

b) «l’operatore economico che intende avvalersi della fatturazione differita potrà utilizzare, in luogo del documento di trasporto o degli altri documenti similari innanzi menzionati, sia lo scontrino fiscale integrato che la ricevuta fiscale integrata.

Si linka il testo integrale della risposta.

Con l’entrata in vigore dal 1 gennaio 2019 della fatturazione elettronica obbligatoria, cambieranno le modalità di pagamento delle relative imposte di bollo per quanti vi siano assoggettati.
Il decreto firmato oggi dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, per facilitare l’adempimento da parte del contribuente prevede che al termine di ogni trimestre sia l’Agenzia delle Entrate a rendere noto l’ammontare dovuto sulla base dei dati presenti nelle fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema di Interscambio.

Con la recente pubblicazione nella Gazzetta ufficiale del 7 gennaio 2019, sono operative le nuove regole sull'imposta di bollo virtuale da assolvere sulle fatture elettroniche. L' Agenzia delle Entrate effettuerà il conteggio di quanto dovuto trimestralmente dai contribuenti, che dovranno provvedere ad effettuare i versamenti entro il 20 del mese successivo al trimestre di riferimento.

Per individuare il luogo in cui si considerano effettuati i servizi relativi a beni immobili, al fine di stabilire dove essi siano rilevanti ai fini dell’IVA, è necessario tenere in considerazione le disposizioni interpretative introdotte dal Reg. UE n. 1042/2013, che hanno definito, da un lato, la nozione di “bene immobile” e, dall’altro, il nesso che deve esistere tra il servizio e il bene immobile affinché il primo sia relativo al secondo e, quindi, rilevante nel luogo in cui è ubicato il bene.

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19 Gennaio 2019

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Ciao Chiara! Ci hai lasciati soli sulla terra ma ci accompagnerà -per sempre- il tuo vivido spirito! E la tua stella illuminerà  il nostro cammino futuro. Ti vogliamo bene!

 

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